Hydrocracking

L’obiettivo di questo processo è di rimuovere contaminanti (azoto, zolfo, metalli) e di convertire gasoli a basso valore in prodotti di maggior valore (nafta, distillati medi, e prodotti di base ultra puliti per l’ottenimento di lubrificanti).

L’unità di hydrocracking riceve l’alimentazione dall’unità di distillazione sotto vuoto. Prima di tutto viene eseguita una fase d’idrogenazione per rimuovere zolfo, azoto e metalli. A questa fase segue la dealchilazione degli anelli aromatici, l’apertura degli anelli naftenici e la rottura delle catene paraffiniche. I prodotti così ottenuti sono costituiti essenzialmente da tagli leggeri (venduti come LPG), nafta (venduta come benzina o inviata all’unità di reforming catalitico) e diesel.

La fase di dealchilazione viene eseguita in uno o più reattori di hydrocracking con catalizzatore a letto fisso.

Reattore di Hydrocracking

L’unità di hydrocracking è costituita da uno o più reattori di hydrocracking di tipo down flow.

La configurazione del reattore e la presenza degli interni (‘distributor and redistributor trays’, ‘mixing trays’, ‘catalyst support grids’ e ‘outlet collectors’) consentono il flusso dei fluidi dall’alto verso il basso del reattore, favorendo le reazioni di dealchilazione degli anelli aromatici, apertura degli anelli naftenici e rottura delle catene paraffiniche.

Caratteristiche distintive degli interni di reattori down flow Costacurta per il processo di hydrocracking sono:

  • Presidio interno di tutte le fasi produttive di tutti gli elementi filtranti impiegati nella realizzazione degli Interni (tessitura delle tele metalliche, punzonatura, produzione di wedge wire screens)
  •  Presidio interno di tutte le fasi di costruzione degli interni dall’inlet all’outlet collector
  • Esperienza di oltre 60 anni nella progettazione meccanica e nella costruzione degli interni
  • Disponibilità di team dedicati con elevata esperienza di project management

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